THE TOKIO TOILET – QUALCOSA DI PIÙ DI UN SERVIZIO IGIENICO

Grazie all’uscita sul grande schermo del nuovo film del regista Wim Wenders si è tornati a parlare del progetto di riqualificazione urbana chiamato The Tokio Toilet, un progetto nato dalla necessità di riqualificare degli spazi pubblici nel quartiere di Shibuya a Tokio e dalla volontà di creare luoghi che promuovano l’accessibilità e l’inclusione.

Il successo del progetto riflette l’ampia cerchia di persone coinvolte, dall’ideatore del progetto ai creativi che hannoproposto design avvenieristici, dal personale delle pulizie ai gestori della manutenzione, fino ad arrivare agli utenti che sono sia i cittadini sia i turisti.

IL DESIGN PER CAMBIARE LA PERCEZIONE DEI BAGNI PUBBLICI

Il progetto “the Tokio Toilet” ha visto la luce nel 2018, quando sono stati affidati i primi incarichi per progettare 17 bagni pubblici a 16 creativi internazionali.

Per dare forma ai progetti sono stati coinvolti architetti di fama mondiale, product designer, interior designer e icone della moda. Una moltitudine di punti di vista diversi per dare risposta attraverso il design ad un unico quesito: come cambiare la percezione del bagno pubblico?

Un unico obiettivo comune, combattere l’impressione, invero assai diffusa, che i bagni pubblici siano luoghi sporchi, maleodoranti, bui e spaventosi.

Ciascun creativo ha risposto proponendo design unici che danno forma ad elementi di grande impatto visivo, emergenze architettoniche che oggi si ergono a simbolo degli spazi pubblici dove sono stati collocati.

LA MANUTENZIONE IN TRE FASI

Il progetto TOKYO TOILET però non si ferma alla sola progettazione e realizzazione di bagni pubblici di design ma si occupa di organizzare anche la manutenzione delle strutture in modo che la qualità dell’intervento non vada a perdersi a causa di atti vandalici che non permettano il godimento e l’utilizzo del bene da parte di tutti. Per questo è stato creato un team di manutenzione composto da più organizzazioni e aziende.

La pulizia si divide in tre categorie: pulizia giornaliera effettuata tre volte al giorno; pulizia regolare eseguita una volta al mese; e una pulizia speciale eseguita una volta all’anno.

La pulizia viene effettuata ad opera di una squadra di meticolosi manutentori che quotidianamente si occupano di pulire la toilette con i prodotti e gli strumenti più adatti ai materiali di design, certi che il loro lavoro meticoloso sia fondamentale per la longevità delle strutture visto che le persone hanno difficoltà a rovinare qualcosa che è stato accuratamente pulito.

IL CONSULENTE PER SERVIZI IGIENICI

Inoltre, i bagni vengono ispezionati ogni mese da un consulente terzo per servizi igienici.

Purtroppo i bagni pubblici soffrono inevitabilmente di difetti nelle apparecchiature, e non ostante la pulizia quotidiana presentano odori e macchie che non possono essere risolti con la sola pulizia standard, è qui che subentra il consulente per i servizi igienici responsabile di condurre analisi scientifiche da un punto di vista professionale e di fornire feedback agli amministratori.

Utilizzando attrezzature specializzate per esaminare attentamente difetti, odori, macchie, ventilazione e flusso d’aria della struttura, ispezionano ogni bagno ogni mese selezionando ogni volta l’approccio migliore per la pulizia e verificando l’indice di contaminazione.

IL DESIGN NON BASTA SERVE LA PIANIFICAZIONE

Il progetto TOKYO TOILET può ispirare tutti noi a integrare nei nuovi progetti servizi di design che contribuiranno a trasformare le strade e il paesaggio urbano circostanti purchè non si dimentichi che progettare e realizzare non serve se poi non si prevedono soluzioni concrete ai problemi che pone la gestione dei servizi pubblici.

In Italia non mancano i bagni di design, quel che manca sono i progetti di ampio respiro, in cui chi governa il territorio si impegni ad investire in modo sistematico sui servizi al pubblico: non serve inserire un bagno in un progetto una tantum ma serve costruire una cultura degli spazi condivisi in cui i servizi essenziali come i bagni pubblici non siano una eccezionalità.

Il progetto di Tokio ci insegna che non basta fornire alla cittadinanza un oggetto bellissimo e prodigioso come un bagno automatizzato di design, anche se questo oggetto è in grado di riqualificare un luogo urbano infondendo nuova linfa vitale grazie alla bellezza della sua forma e all’uso sapiente di materiali ricercati la manutenzione deve essere parte integrante del progetto.

Servono programmi di intervento lungimiranti in cui siano accantonati i fondi per la gestione e la manutenzione delle toilette per far sì che il bene pubblico possa continuare a servire alla sua funzione.